lunedì, dicembre 06, 2010

Acquedotto Nottolini



Purtroppo siamo alle solite...
Altra Opera bellissima lasciata alla rovina e all'incuria dai nostri amati politici.

L'acquedotto non solo fa parte della storia ma è un Opera che dovrebbe essere preservata, salvata e reinserita nelle guide per le visite turistiche.
Credo che un tour per ripercorrere la struttura da monte a valle(campagna e arte), darebbe "filo da torcere" a tantissime altre attrazioni Lucchesi.

I benpensanti(cittadini e co.) invece di preservare l'enorme cultura e bellezza del luogo, hanno  proposto qualche mese addietro ai vari uffici, altre amenità come costruire piscine sui baluardi delle mura o  addirittura bar in cima alle torri.

Siamo alla frutta.  
SALVIAMO L'ACQUEDOTTO!
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Lorenzo Nottolini (Capannori, 6 maggio 1787 – Lucca, 12 settembre 1851) è stato un architetto e ingegnere.
Attivo soprattutto a Lucca, è noto per i suoi lavori nel campo della regimazione idrica. A lui si deve inoltre lo stato attuale della celebratissima piazza dell'Anfiteatro, tra le più frequentate attrazioni turistiche di Lucca.


L’acquedotto Nottolini risale al XIX secolo, costruito per volere di Maria Luisa di Borbone per rifornire di acqua Lucca. Progettato da Lorenzo Nottolini, venne eretto tra il 1823 e il 1851, anno della morte dell’architetto. L'imponente opera lunga 3250 metri contava con 459 arcate in muratura.


Le acque dei Monti Pisani confluivano nel tempietto-cisterna di Guamo costruito dal 1823 al 1825 in stile neoclassico e, lungo l’acquedotto, arrivavano fino al tempietto di San Concordio e da qui alle fontane nel centro storico.
Dal Tempietto di Guamo


si può raggiungere la zona conosciuta come le Parole d'Oro, dove si può apprezzare il sistema di canalizzazione in pietra e muratura lungo la vallata ai piedi dei Monti Pisani.



L’acquedotto è stato progettato per portare entro le mura di Lucca, mediante 2 percorsi separati, acqua di maggiore e minore qualità. L’acqua di maggiore qualità proveniva dalle polle mentre l’altra dalla Serra Vespaiata (costruzione che riuniva le acque del Rio San Quirico e del Rio di Valle).
Il posto dove si trova la Serra Vespaiata viene chiamato “Alle parole d’oro” perché la gente del posto aveva scambiato per oro le lettere d’ottone lucente che ricoprivano un ‘iscrizione scolpita sulla pietra di un piccolo ponte.


Attraverso condotti sotterranei e ” bottini d’ispezione” l’acqua arriva al “tempietto-cisterna” di Guamo.
Quattrocentosessanta pilastri, per una distanza di circa 3,250 metri, sostengono gli archi che hanno sulla sommità due canali per lo scorrimento dell’acqua. Per rendere più stabile la struttura furono costruiti, in modo equidistante, 28 contrafforti per rinforzare i pilastri.

Dal “tempietto-cisterna” di San Concordio un condotto forzato entrava in città passando sotto il baluardo San Colombano. Ai lati di quel “tempietto” erano presenti due fontane che facevano sgorgare acqua da una bocca.





Altre opere architettoniche
·           Copertura dei Fossi (antichi fossati difensivi), oggi corso Garibaldi a Lucca (1818-20);
·           Lavori di ampliamento e decorazione del Palazzo Ducale a Lucca (1818-45);
·           Interventi al Teatro del Giglio a Lucca (1819);
·           Per Villa Reale: nuovo accesso, nuova facciata a settentrione e Coffe-house ala Marlia (1819);
·           Specola di Lucca a San Pancrazio (1819 e segg.);
·           Piazza dell'Anfiteatro a Lucca (1830-39);
·           Il nuovo Convento dell’Angelo a Vinchiana (1827)
·           Piante e progetti di restauro del palazzo di Bagno alla Villa a Bagni di Lucca (1829 e segg.);
·           Casino di Caccia di Carlo Lodovico a Pieve Santo Stefano (1837-1843);
·           Progettazione dell' Oratorio dell'Annunziata presso Villa Nottolini a Vorno.